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LA PIEVE DI SAN MAURIZIO


 
Nel 1014 le terre di Roccaforte erano state concesse all’imperatore Enrico all’abbazia di San Benigno di Fruttuaria. La chiesa di san Maurizio è documentata in atti di cessioni datati 1001 e 1011. La primitiva costruzione doveva però limitarsi all’attuale navata minore che fu poi in seguito ampliata con una navata più grande nel corso dello stesso secolo.


La supposizione è confermata da riscontri sulle murature. Una conferma viene anche dalle raffigurazioni perimetrali (Il cristo pantocratore nell’abside minore, le figure più antiche sui muri della stessa)


La muratura che chiude le due navate è in ciottoli di fiume (Ellero) e omogenea nella fattura, la tipologia è tipica in tutta l’Italia settentrionale. Il campanile rafforza l’idea che la seconda navata sia stata realizzata in epoca successiva.


Il campanile è decorato con due ordini di archetti pensili su tutti i lati e termina con quattro bifore e quattro colonnine a stampella.


All’interno le due navate sono collegate da bassi arconi.


La particolarità della chiesa è che è nella sua struttura, identica al 1583 di cui si ha descrizione accurata da parte del Mons. Scarampi che fece visita alla chiesa in occasione dell'inizio ai lavori della nuova e più grande parrocchiale. Il lavori della nuova chiesa hanno inizio il 12 ottobre del 1583. La costruzione della nuova parrocchiale è dovuta ad un intensificarsi degli scambi commerciali tra Piemonte Liguria e Francia. Roccaforte si trova infatti sul percorso ormai noto della Via del sale.


Gli affreschi sono di varie epoche, ma il corpo più consistente è di periodo romanico (XI e XII).


Catino dell’abside minore: troneggia la figura del Cristo pantocratore in mandorla iridata, tra angeli serafini che reggono i simboli degli evangelisti: S. Matteo (Angelo), S. Luca (Toro), S. Marco (Leone), s. Giovanni (aquila) Sotto sono raffigurati gli Apostoli. Da sx: San Bartolomeo, San Giovanni, San Pietro (chiavi), San Paolo, San Simone, san Tommaso(incredulo) San Filippo. Più spigliate le piccole figure umane e quelle animali delle grottesche figurate nel velario che fa da zoccolo


Arcata destra: bacio di Giuda sia la greca sia i riquadri sia fregiano la costruzione raffigurata a destra sono tipici dello stile romanico.


Pilastro: a fianco dell’altare un quadro di San Costanzo e la Madonna (Comunemente creduto San Maurizio) a lato dell’abside maggiore, porta la data del 1486. Figure di san Maurizio (appartenente alla Legione Tebea martirizzata tra il III e IV sec il culto di questi martiri è diffusissimo nella regione Piemonte perché legato alla memoria dei primi cristiani che , nelle nostre terre, hanno testimoniato la loro fede con il sangue) di epoca più tarda si trovano sulla parete della stessa abside e sulla porta d’ingresso. Ma qui il rude legionario romano è raffigurato come un cavaliere seicentesco vestito con addobbi ricercati e con pennacchi variopinti.


In questo ultimo secolo sono stati effettuti alcuni restauri sulle murature perimetrali , sugli affreschi e sul manto di copertura.

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